After Miss Julie: lotta di classe (con seduzione) tra Guanciale e Pession

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Recensione spettacolo teatrale After Miss Julie con Lino Guanciale e Gabriella Pession.

after miss julie con guanciale e pessionLa signorina Giulia è come un’onda anomala: dove passa, porta via e distrugge. È un ciclone inaspettato che si abbatte sulla (in)stabile relazione tra Gianni e Cristina, rispettivamente autista e cuoca della giovane e viziata padroncina e dell’agiato padre di lei. In preda ai fumi dell’alcol, all’euforia della Liberazione dal nazi-fascismo e a ricordi d’infanzia che irrompono nel presente più vivi e vividi che mai, Giulia mette ben più del proverbiale dito tra i due, attivando un “triello al massacro” che lascia ben poco di intatto nelle loro vite.

Giampiero Solari dirige con polso fermo Gabriella Pession, Lino Guanciale e Roberta Lidia De Stefano in After Miss Julie, trasposizione moderna e sensuale di Patrick Marber del classico La signorina Giulia di Strindberg. E ci riesce anche spostando la vicenda dall’Inghilterra della notte del 5 luglio 1945 quando il Partito Laburista vinse a sorpresa le elezioni alla Milano della notte del 29 aprile dello stesso anno quando l’Italia si liberò dal regime di Hitler e Mussolini. Una nottata di festa, dunque, dove la liberazione socio-politica si declina in quella degli istinti, delle voglie troppo a lungo represse, della vita più sfrenata contro la “morte” che da troppo tempo teneva tutti in riga, in uno status quo dominato dalla paura.

After Miss Julie è una pièce di teatro d’attore, dove quest’ultimo deve caricarsi sulle spalle, con coraggio e un po’ di sana incoscienza, un testo brillante e drammatico allo stesso tempo. Il trio Pession-Guanciale-De Stefano riesce nell’impresa e funziona, mischiando tre toni recitativi diversi che rispecchiano le tre diverse indoli dei personaggi: esuberante la Pession, magnetico Guanciale, misurata la De Stefano. L’apparente stonatura non stona, in un risultato allo stesso tempo eterogeneo e compatto, che scorre fluido battuta dopo battuta, avance dopo avance, abbracciando lo spettatore in un’ambivalenza di emozioni che passano senza difficoltà dalla sincera risata al lieve terrore, con un pizzico di eros mai fuori luogo.

Durata: 2h circa, atto unico. Visto al Teatro della Pergola di Firenze.

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