Bastardi senza gloria: il capolavoro!

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bastardi_senza_gloria“Questo potrebbe essere il mio capolavoro!”. Battuta finale pronunciata dal tenente Aldo Raine, alias Brad Pitt, che racchiude in sé la consapevolezza di Quentin Tarantino di aver forgiato un’opera unica, di indubbio fascino e valore. E, a mio modesto parere, è davvero il suo film più riuscito.

Sin dal soggetto, Bastardi senza gloria si dimostra originale, nel senso più profondo del termine: le (dis)avventure di un manipolo di ebrei americani determinati a sterminare i nazisti, portando a casa come cimelio i loro scalpi, proprio come facevano gli indiani d’America.

Tarantino riscrive la Storia come lui solo sa fare, ribaltando l’iconografia classica degli ebrei come vittime della dissennata ideologia nazista e facendo morire contemporaneamente Hitler, Göbbels, Göring e Bormann dove solo un regista può: in un cinema.

Il film, girato a Berlino negli studi dove il nazismo realizzava le sue pellicole di propaganda, è però fantasia, tanto che inizia con “C’era una volta”. Fantasia stipata in un breve “romanzo” di 5 capitoli dai titoli improbabili e dai tratti grotteschi e surreali. La beffarda dimensione caricaturale non risparmia nessuno, tantomeno Hitler, disegnato come un uomo goffo e ingenuo, il cui continuo sbraitare non corrisponde a dare ordini. Un film dove il titolo solo istintivamente si identifica con i soldati americani, poiché tutti i personaggi sono ingloriuos and bastards. Il bagliore della vendetta e della violenza luccica delle menti e nei cuori di tutti.

La pellicola tiene alta l’attenzione e il ritmo nonostante la sua eccessiva lunghezza e la claustrofobia delle ambientazioni (è sufficiente citare l’intero episodio ambientato all’interno di una piccola taverna). Come marchio di fabbrica tarantiniano, Bastardi senza gloria è una girandola di citazioni ben amalgamate che spaziano dai film western di Sergio Leone a Gli intoccabili di De Palma, da Rambo a Moulin Rouge. A differenza dei film precedenti, come Le iene e Pulp Fiction, il regista statunitense non insiste troppo sui “fiumi di sangue”. In compenso però non rinuncia alla altrettanto tipica sparatoria incrociata (Le iene docet).

In fin dei conti però, è possibile che a molti non sia piaciuto, perché Tarantino sin dal primo sguardo o lo si ama o lo si odia. Io l’ho trovato semplicemente geniale, favoloso, senza precedenti! Un film che provoca risate, applausi, riflessione! Impareggiabile!

3 commenti

  • ooooo sono proprio contenta di questo articolo! finalmente si parla di tarantino! è vero..lo si ama o lo si odia. Giusto ieri sono rimasta sconvolta quando la mia cognatina ha avuto il coraggio di dire ke il film LE IENE, nn sappia di nulla…do!!!come si fa a dir ciòòòòòòòòòòòò!!!
    tarantino in questo film è fenomenale! già dai primi 20 minuti di film la tensione è al max, ki conosce un pò il suo stile forse ha pensato ke ci sarebbe stato una strage di sangue…e invece cosi nn è stato…ricordo ke io e una mia amica alla fine della scena, quando la ragazza corre e c è la battuta:<> ci siamo guardate sconvolte dalla bellezza di tutto…
    citazioni a diritto..tommi hai notato anke la scelta delle locandine all interno del cinema? ricordo ke quando detti l esame di cinema espressionista, affrontai anke gli anni della 2 g.m. . I tedeski amavano moltissimo i film ke avevano argomenti come la montagna, gli scalatori…e se ci fate caso, quando l attrice bionda viene kiamata x andare da Goebbels c è questa grande inquadratura su questo film ke si capisce subito l ambientazione. Forse è una cavolata quello ke ho detto, xò voglio far capire quanto tarantino sia preciso su tutto…
    poi altra cosa…la scelta delle lingue. In uno speciale ho sentito ke lui ha voluto dare tanto spazio alla lingua xkè nella realtà, in guerra, si riusciva anke a sopravvivere sapendo parlare tot lingua, sennò venivi fucilato…anke questo è una cosa spettacolare del film…
    fine 😀

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