Cane mangia cane di Paul Schrader, la recensione

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dog eat dog filmThat’s entertainment. Nothing else.
Potrebbe essere questo il titolo di chiusura di Cane mangia cane di Paul Schrader, presentato in calce alla Quinzane del Festival di Cannes 2016. Un film violento, sboccato, splatterone, che vuole farci ridere (talvolta sbellicare dalle risate) portando a galla tutto il lercio che si nasconde nell’uomo, in questo caso tragi-comicamente rappresentato da un trio di galeotti senza speranza di salvezza o redenzione.

Che farsene della libertà se questa fa rima con noia? La risposta è: continuare a delinquere. Questa l’unica e univoca risposta che sanno darsi i tre protagonisti del film, Troy, Mad Dog e Diesel, rispettivamente interpretati da Nicolas Cage, Willem Defoe e Christopher Matthew Cook. Tre delinquenti che, una volta usciti di prigione, non sanno resistere all’ennesimo (e ultimo) colpo, soprattutto se questo potrebbe portare ad intascarsi un bottino a dir poco goloso.

Cane mangia cane vede alla regia un ispiratissimo Paul Schrader, che calca la mano su uno spinto gusto psichedelico e psicotico, pop e acidissimo, con esplosioni di sangue che ricordano parecchio Tarantino. Un film sfrontato, ricco di “fuck” e battutacce sul sesso, che sa farci ridere e anche un po’ vergognare delle nostre risate. Ma questo è il suo scopo: provocare e divertire. E ci riesce ampiamente. Certo non un film memorabile, ma un grande joke che affascina e sconcerta lo spettatore, il quale quasi inaspettatamente viene inondato da una verve comica che proprio non potevamo aspettarci dal settantenne regista statunitense.

Da applausi l’accoppiata Cage-Defoe, che torna insieme venticinque anni dopo Cuore selvaggio di David Lynch. Unico neo del film: la contestualizzazione iniziale con lo stralcio televisivo sull’(ab)uso delle armi in America. Un accenno di surrogato morale che Schrader poteva risparmiarsi. Avrebbe giovato all’opera, a quel punto davvero sull’orlo instabile tra sogno (o incubo?) e realtà.

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