Grace di Monaco: Instagram di una principessa

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graceInstaGrace. I marcati filtri cromatici applicati da Eric Gautier a Grace di Monaco fanno pensare molto a Instagram.

C’è del Kelvin, l’X-Pro II, il Lo-fi. Così occhi e piscine si fanno di un blu dipinto di blu, gli interni ardono di un giallo ambrato caldissimo, il controluce è abbagliante e la penombra misteriosa, per non parlare dei paesaggi a picco sul mare presentati come paradisiache cartoline da collezione. Una prosaica trovata smartphoniana che ci cattura subito e si fa implicitamente palese sin dalla primissima meravigliosa sequenza “on the road”, perfetta per scortarci in un mondo da favola abitato da agghindate principesse e principi azzurrissimi. Sfumature cromatiche che dal livello estetico si convertono in filtri per analizzare il personaggio (donna, attrice e principessa) di Grace di Monaco.

Olivier Dahan sonda la personalità fragile e forte allo stesso tempo della diva che ammaliò Hitchcock e il mondo intero. Nicole Kidman è precisa, umana, regale e mai gelida dietro quel suo guardingo sopracciglio sempre alzato, (di)mostrandosi l’unica attrice internazionale capace di poter vestire i panni della première dame di Monaco. Charme, grande fascino, determinazione, severità. Tutto questo è il personaggio divinamente incarnato da una Kidman assai meno plasticosa del solito. Grace: un personaggio tormentato che crede ingenuamente di poter lasciare il principato, che addirittura pensa al divorzio da Ranieri (un ottimo Tim Roth), ma poi si ravvede e cambia le sorti del quel piccolo ma strategico Stato a strapiombo sul Mar Ligure. Prima vittima e pedina politica schiacciata tra la macchina da presa e gli affari esteri, poi inaspettata salvatrice della patria e del marito. Una donna che fece collidere e confondere il massimo della realtà (la politica) col massimo della finzione (il cinema) in un cortocircuito mai visto prima.

Dahan ci consegna quindi uno spaccato compiuto e composito di una delle più grandi dive e lady di tutti i tempi. Dirige con mano ferma e danzante il suo film, fino a renderlo un tesissimo valzer dove l’abbondanza di gioielli e luccichii non acceca l’emozione dello spettatore, che partecipa alla vicenda come non sapesse come finirà la Storia.

E non stona qualche tocco melò o ostentato primissimo piano sui begli occhi lacrimosi della principessa Kidman. Insomma, tra il magazine e il fiabesco, sono brevi pennellate che non possono mancare quando si parla di moderne principesse Sissi o sue altezze reali.

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