Vicky Cristina Barcelona: diversamente Woody Allen

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vicky-cristina-barcelonaDi Woody Allen? No, non può essere di Allen! Invece sì, è proprio suo!

Vicky Cristina Barcelona non sembra un film del buon vecchio Woody. Una volta tanto non è necessario spararsi lattine di Red Bull a manetta per arrivare ai titoli di coda. Perchè il menage à trois (o forse è meglio dire à quatre) alla base del plot ha in sè tutto il brio della terra spagnola. Convince e coinvolge.

Diciamo subito che il vero treno motore di Vicky Cristina Barcelona è il binomio formato dalla colonna sonora e dal narratore/voce fuoricampo alla Truffaut. Due trovate che danno ritmo caliente, passo svelto, allegria e fluidità al montaggio. Le frizzanti schitarrate melodiche e popolari liberano endorfine nello spettatore, che si mantiene “eccitato” per tutti i 90 minuti della pellicola. La voce fuoricampo conferisce il piacere della novella e rende atletico un racconto denso di salti temporali.

Anche la regia non sembra quella del solito Allen. In genere statica, fissa, sonnolenta, qui si fa mossa, presente, come contagiata dalla voglia di vivere della terra andalusa. Detto questo la scattante verbosità del director di “Manhattan” c’è e si vede. E’ un tratto inconfondibile. I dialoghi procedono come scanditi da una dolce marcia forzata e qua e là dispensano ciliegine che suscitano improvvise risate.

Favolosa la prova di tutte le star presenti: Javier Bardem è enigmatico ma non troppo, perfetto nei panni del cagnesco latin lover che non usa mezzi termini per invitare gentil donzelle nel suo lettone; Scarlett Johansson, ormai una delle preferite di Woody Allen, è una languida, sofisticata e bionda gatta morta dalla faccia d’angelo e dal cuore ardente di vitalità; Rebecca Hall, pur essendo ancora chiusa nel suo guscio di timidezza artistica, ha talento, confermato poi nell’adrenalinico “The Town” di Ben Affleck; Penelope Cruz è l’incarnazione della sensualità, e, pur entrando in scena solo intorno alla metà del film, confeziona una performance che le è giustamente valsa l’Oscar 2009 come miglior attrice non protagonista.

Come è evidente, Woody Allen non appare mai. E Vicky Cristina Barcelona funziona. Quando c’è invece, la macchina s’inceppa. Ergo sembra fare molto meglio dietro che non davanti alla mdp. Caro Woody, un consiglio: restaci!

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