iBoy di Adam Randall su Netflix: iTeen thriller poco Smart

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iboy film netflixIl catalogo di Netflix, e in particolare intendo quello delle produzioni originali Netflix ospitate sulla nota piattaforma, può regalare dei filmettini niente male, basta avere un po’ di curiosità e voglia di spulciare oltre i suggerimenti dell’homepage. Film che non potrebbero concorrere né al cinema né in tv, e che, proprio per questo motivo, hanno motivo di esistere e vivere nel sottobosco dell’online. iBoy di Adam Randall è uno di questi piccoli “film cavia” atto a far comprendere a Netflix, insieme ad altre opere più o meno interessanti, che strada intraprendere in termini di “produzione film”. Se infatti nel campo delle serie tv Netflix ha già svariati assi, si pensi a Stranger Things, Dark, Mindhunter, Suburra e tanti tanti altri, nel campo “film originali” Netflix sta ancora cercando di orientare al meglio la bussola.

iBoy è un tentativo quantomeno singolare d’approccio al mondo dei (non)supereroi. Protagonista del film è un adolescente, Tom, che, dopo aver scoperto un gruppo di coetanei a violentare una compagna di classe, nel tentativo di chiamare la polizia mentre sta scappando, viene colpito dai malfattori da un colpo di pistola che manda in frantumi l’iPhone che ha appoggiato all’orecchio. Miracolosamente si salva e alcuni frammenti dell’iPhone gli si incastonano nel cervello, dotandolo di poteri non comuni: può visualizzare e controllare ogni dispositivo elettronico, guidando le onde elettriche e magnetiche di tv, telefoni, automobili, fino ad hackerare interi conti in banca.

iBoy ha una buona idea alla base, ma questo non gli è sufficiente. Lo sviluppo, infatti, pur contando su una prima parte che intriga, finisce per banalizzarsi presto nella seconda, rendendo addirittura faticoso arrivare in fondo all’ora e mezza di film. Un ragazzo (ed è pieno di ragazzi nel mondo dei supereroi, si pensi su tutti a Peter Parker) che ha il potere di controllare ciò da cui oggi non riusciamo più a disconnetterci neppure di notte, ha evidenti e grosse potenzialità. Ma forse in questo caso, cara Netflix, la via giusta non è il film, ma potrebbe essere quella di una serie tv (pur sempre con un intreccio più articolato della semplice ragazzetta da salvare dalla grinfie dei nemici spacciatori di turno).

Bill Milner, che abbiamo già intravisto anche in Dunkirk di Nolan, fa quello che può (“sostituisce” la prima scelta Will Poulter che avrebbe dato più testosterone al personaggio) e purtroppo non gli è d’aiuto Maisie Williams, non all’altezza del suo personaggio, ma soprattutto incapace di staccarsi di dosso la faccia/maschera da comedy per virare verso toni lievemente più drammatici quando il film lo richiede.

D’impatto, però, e piuttosto divertente, la scena dell’auto che si trasforma in una cattivissima Supercar fino all’implosione da kamikaze.

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