Il buongiorno del mattino | recensione film

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Il buongiorno del mattinoLa giovane, bella e brava produttrice televisiva Becky Fuller (Rachel McAdams), appena licenziata da un programma di news locale, viene assunta a “Daybreak”, show mattutino con scarsa audience. Alla conduzione c’è Colleen Peck (Diane Keaton), ex miss bellezza pronta a tutto pur di non perdere la sua posizione di “prima donna”. Ma per risollevare le sorti del programma Becky coinvolge una vecchia gloria del giornalismo americano, Mike Pomeroy (Harrison Ford), assolutamente riluttante a trattare qualsiasi argomento che non sia pura e valida informazione giornalistica…

Dopo la mediocre esperienza britannica (con The mother, L’amore fatale e Venus), Roger Mitchell torna ad Hollywood e confeziona Il buongiorno del mattino, che alla sceneggiatura si avvale di Aline Brosh McKenna, eccellente penna nel 2006 dello script de Il diavolo veste Prada. Il binomio McKenna/Mr. Notting Hill sta alla commedia brillante come l’accoppiata Peter Morgan/Stephen Frears (The Queen) sta al dramma politico. Ed il successo è assicurato.

buongiornoIl buongiorno del mattino è infatti una commediola scaltra e deliziosa, che si lascia guardare, che va giù come un bicchier d’acqua, accompagnata da una colonna sonora giovane e commerciale. A trainarla una sorprendente Rachel McAdams, espressiva e pimpante nei panni di una giovane stacanovista tutta casa e lavoro. Al suo fianco due star indiscusse: Harrison Ford e Diane Keaton. Il primo, visibilmente invecchiato, dà luogo ad una delle performance migliori della sua carriera, vestendo i panni di uno scorbutico “divo” dell’informazione considerato una delle tre persone più antipatiche della Terra. Dietro il capello grigio il buon vecchio Harrison nasconde ancora il fascino e la subdola ironia di Indiana Jones e l’adatta al suo personaggio cinico, spocchioso e per questo molto divertente. Diane Keaton, pur in una parte più defilata e meno pungente, è maledettamente adeguata nelle vesti di una donna della Tv capace di nascondere tutta la sua acidità dietro un sorriso automatico e smagliante quando si accende la spia rossa della telecamera.

Diversamente dal solito, la love story rimane sullo sfondo (con gran sollievo dello spettatore medio una volta tanto). Perché Il buongiorno del mattino è sì una commedia di sentimenti, ma non tanto di amore, quanto di determinazione, buona volontà, positivismo e testardaggine. Ed è soprattutto un film sul lavoro, sulla donna in carriera confusa tra vita e professione, sull’informazione. E quest’ultimo è il tema che più affascina: cos’è informazione? Solo lo scoop che incastra il politico corrotto o anche i migliori modi per affrontare la menopausa, le fasi evolutive del rospo, come si fa un’ottima frittata?

Insomma, Il buongiorno del mattino, adattando ciò che dice Mike Pomeroy riguardo ai cereali in scatola, è “fibra e zucchero”, ovvero una pellicola di soffuso e profondo contenuto mascherato dalla stravaganza e dalla genuina dolcezza di una miriade di situazioni comiche.

Un commento

  • visto stasera.. e devo dire bello come mi avevi detto! 😀 credo che d’ora in poi mi orienterò sui film in base al tuo blog… (non sempre però :P)

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