Il mondo fino in fondo: l’ottimo esordio di Alessandro Lunardelli

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il-mondo-fino-in-fondoOgni tanto vengono fuori film che ti fanno credere che il cinema italiano ha ancora qualche piccolo asso nella manica. Il mondo fino in fondo di Alessandro Lunardelli è uno di questi film. E sapere che è un esordio fa ben sperare per un futuro radioso, del regista e del nostro cinema.

Ebbene sì, sappiamo ancora raccontare storie, storie semplici e importanti, ragionate e di cuore, che sanno condurci fino in fondo ad una relazione umana evitando il lieto fine tout court.

Il mondo fino in fondo è la storia di due fratelli, assai diversi tra loro: Loris è il degno erede del padre alla guida di un’industria di passamaneria, Davide è un giovane che ancora non ha trovato il proprio ruolo nel mondo e nella famiglia. Un’improvvisata trasferta a Barcellona per una partita dell’Inter e Davide scopre che oltre la piccola località (inventata) di Agro c’è la vita, un’altra vita, forse la sua. E così fugge in Cile con un “amico” appena conosciuto verso un viaggio che lo condurrà a scoprire se stesso, mentre suo fratello Loris si ritroverà ad rincorrerlo per riportarlo a casa, alla “normalità”…

La bella sceneggiatura di Alessandro Lunardelli e Vanessa Picciarelli è sbrigativa, va subito al sodo, così da coinvolgerci senza inutili preamboli, lasciando la presentazione dei personaggi all’evolversi del film. Una madre che fugge, due fratelli che crescono insieme ma forse diversamente amati, un viaggio d’iniziazione (in)aspettato. La storia decolla in un batter d’occhio, facendosi via via più calda e vera nel passaggio dal nord Italia alla Spagna al Cile, per poi chiudersi su una Patagonia fredda solo esteriormente. Pur saltando da un luogo all’altro del mondo e inserendo personaggi che sono veri co-protagonisti (su tutti il tassista interpretato da Alfredo Castro), Lunardelli non perde di vista il nucleo centrale e suo unico fine: il rapporto tra i due fratelli. E dal canto loro, i personaggi di Scicchitano e Marinelli crescono con genuino verismo, pilastri di un romanzo di formazione come da tempo non ne vedevamo nel cinema nostrano.

L’ecologismo, l’omosessualità, il drammatico passato storico del Cile. Tanti temi sulla brace, forse non tutti cotti a puntino, ma trattati con una delicatezza e una profondità assolutamente gradevoli. Input di contorno di un film che, senza banalità, riesce limpido in una voluto parallelismo: compiere un viaggio fino alla fine del mondo e fino in fondo ai sentimenti di questi due fratelli come tanti.

Straordinaria la prova dell’intero cast. Scicchitano-Marinelli è un piccolo grande scontro tra giovani titani.

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