In ordine di sparizione: vendetta norvegese

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inordinedisparizioneVendetta spassosa vendetta. In ordine di sparizione di Hans Petter Moland non è un thriller, non è una dark comedy, non è un noir e non è neppure un film pulp.

Mischiando sangue e giustizia personale, toni cupi e grasse risate, è molto di più: ovvero tutto questo contemporaneamente. Protagonista un onesto cittadino, anzi il migliore dei cittadini, di una dispersa località della Norvegia, che non ha la minima esitazione nel decidere di vendicare la morte del figlio. E poco gli importa se sulla sua strada ad attenderlo c’è un boss con relativi scagnozzi della criminalità organizzata. Alla fine ne rimarrà uno solo. Forse…

Se la vendetta è un piatto che va servito freddo, nelle desolate e gelide lande norvegesi è addirittura ghiacciato. In un’ambientazione che ricorda le sconfinate distese innevate di Fargo dei fratelli Coen, il regista scandinavo pesca nella violenza e nel non-sense dei dialoghi dei fratellini del Minnesota (la discussione in auto sul welfare ne è un limpido esempio) e mischia il tutto con un gusto sanguinario che sa di Kitano come di Tarantino. Ciliegina sulla torta, quel tocco dark che tanto piace al lontano e geniale cinema coreano, si pensi ad esempio a The Quiet Family di Kim Jee Woon.

Nils Dickman, il protagonista, spunta via via dalla sua lista alla Kill Bill tutti quegli uomini che per via diretta o indiretta hanno contribuito alla morte del figlio. Non c’è tempo per la disperazione. Nils sul suo gigantesco spazzaneve è una schiacciasassi inesorabile e Hans Petter Moland  passa subito all’azione come in un fumetto che salta superflui passaggi narrativi per arrivare a divertire subito il lettore. Ecco sì, in primis In ordine di sparizione è un film che diverte, molto, con sottile intelligenza. E che con saggezza sul finale si lascia impercettibilmente andare ad un retrogusto quasi poetico, con due solitudini anziane accomunate dallo stesso dolore e dallo stesso desiderio vendicativo.

Concludendo, In ordine di sparizione, dotato di una regia e una fotografia assolutamente magistrali, è una creatura multiforme, che cambia continuamente sembianze, ora è una Sfinge ora una Chimera ora un chupacabra. Senza dubbio uno dei migliori cocktail cinematografici degli ultimi anni.

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