Vinicio Marchioni: “Dobbiamo riconquistare la fiducia del pubblico italiano”

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Vinicio Marchioni attoreVenerdì 6 aprile a Firenze si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del film Quanto basta di Francesco Falaschi, interpretato da Vinicio Marchioni, Valeria Solarino e Luigi Fedele. Per l’occasione, abbiamo intervistato Vinicio Marchioni. Una bella chiacchierata in equilibrio tra cinema, teatro e tv, dal suo ricordo di Luca Ronconi alla situazione del cinema italiano oggi. Ecco cosa ci ha raccontato!

Prima del cinema e della tv, c’è stato e c’è per te il teatro. E hai studiato anche con Luca Ronconi. Che ricordo hai di lui e quale suo insegnamento ti porti ancora dietro?
Ho il ricordo di un uomo che ha veramente dedicato la vita a quel mestieri lì, che sembra una frase retorica, ma in realtà c’è una differenza enorme tra chi lo fa come professione e chi invece ci investe tutta la vita, ogni santa ora di ogni santo giorno. Quello che mi porto dietro da sempre è che mi ha insegnato l’autorevolezza di questo mestiere, cioè ad essere autore del mio mestiere e mi ha fornito degli strumenti pratici per la lettura delle sceneggiature, dei testi, per costruire tutto l’arco di un personaggio, di uno spettacolo. È stato un incontro straordinario, mi sento fortunato ad averci lavorato per un paio d’anni. E mi manca molto…

In questi mesi a teatro hai portato Uno Zio Vanja. Pensi che il “teatro classico”, in questo caso Cechov, oggi per arrivare allo spettatore debba essere modernizzato non solo nella messinscena ma anche nei testi? Penso ad esempio ai riferimenti che in Uno Zio Vanja fai ai terremoti che negli ultimi anni hanno colpito l’Italia…
Per questo testo in particolare ho sentito quest’esigenza. Ovviamente i grandi classici vivono senza metterci le mani, sono degli orologi con dei meccanismi perfetti che non hanno necessità di essere riscritti o riadattati. Però per questo testo, per come mi parlava in questi anni di studio, quest’esigenza l’ho sentita. Ma non è detto che con il prossimo farò la stessa cosa…

A cosa stai lavorando?
Le tre sorelle, rimango su Cechov. È diventata come un’ossessione… (ride…)

Passiamo al cinema. Tanti personaggi impegnati nella tua carriera. Sei un attore selettivo? Ti piace quasi essere un attore non “mainstream” rispetto ad alcuni tuoi colleghi?
Non è che c’è una scelta, una premeditazione. È semplicemente che su alcuni progetti non mi ci vedo dentro. Non è un atteggiamento snob, solo che su alcuni progetti faccio fatica ad immaginarmici. E poi ho iniziato con una cosa mainstream come la serie di Romanzo Criminale e mi sono reso conto che continuare su quella strada lì poteva essere controproducente. Le scelte che faccio sono esclusivamente sui ruoli, sulle sceneggiature, sulla conoscenza che ho dei registi. Non riesco a lavorare con persone con cui non riesco a dialogare.

Hai fatto anche tante commedie. Ti piace recitarci, le preferisci? Penso a Scialla! ad esempio…
Ma sì, mi piace, credo che da italiani la nostra specificità da sempre sia lì. Attraverso la commedia si possono dire molte cose, forse di più di quante non se ne possa dire con un dramma. Poi forse come attore sono più portato per personaggi drammatici, però mi diverte moltissimo fare ruoli da commedia.

Come sta il cinema italiano oggi? Al di là delle “facciate” dei David di Donatello o dei Cinema Days…
Il cinema italiano, secondo me, sta meravigliosamente. Le problematiche non sono da parte di chi opera, degli attori, dei registi, degli sceneggiatori. Le problematiche sono nella distribuzione, sono nel rapporto che il cinema italiano non ha più da tempo con il pubblico. Dobbiamo essere noi a riconquistarci la fiducia del pubblico e riportarlo nelle sale a vedere i film che facciamo noi italiani. Film scritti e diretti non strizzando l’occhio al pubblico, non piegandosi a logiche prettamente commerciali, tenendo però conto che stai raccontando una storia che deve essere vista. Vanno dati al pubblico gli strumenti e le motivazioni per tornare in sala, oggi che col telefonino posso vedere qualsiasi cosa. Per superare questo scoglio enorme del web e di tutte le altre possibilità che abbiamo di vedere film dentro casa propria, qualcosa in più la dovremmo fare.

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