Machete: un taco gigante di sangue e divertimento | recensione film

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Recensione di Machete, un film di Robert Rodriguez e Ethan Maniquis, con Danny Trejo, Steven Seagal e Michelle Rodriguez.

Machete filmQuando un uomo con la pistola incontra un uomo col machete, quello con la pistola è un uomo morto. E’ questo, parafrando Per un pugno di dollari, il dogma non scritto dell’ultima pellicola del visionario Robert Rodriguez.

Tradito da un rileccato e spietato boss della malavita texana, l’ex agente federale messicano Machete plasma la sua vendetta in un tripudio di fiotti di sangue. Questo in fin dei conti è Machete: bloody entertainment. Teste mozzate come nemmeno in Highlander, mani amputate alle quali resta appiccicata la pistola, pance scoperchiate e budella srotolate correndo come fossero lo spago di un aquilone al vento. Il pulp tarantiniano sconfina nello splatter fantasioso, creativo, indiscutibilmente spassoso.

E questa è la differenza tra i due amiconi Tarantino e Rodriguez: nel primo l’uso del sangue è tocco raffinato, aura magica e affascinante ammaliatrice dello spettatore, nel secondo è libera inventiva, sfogo liberatorio, realtà irreale. Ma così il regista texano porta a galla l’animo sadico e sanguigno che alberga nello spettatore, divertito più che schifato da scomposti rosoni di sangue sui muri ai limiti del trash andante. Dalle poltroncine si ride e si tifa per il bestione messicano dal volto rigato dalle cicatrici e dai baffi da vichingo col sombrero.

Affiancato dal fido assistente Ethan Maniquis, il director di C’era una volta in Messico dirige in modo impeccabile i suoi attori, orchestrando con estrema varietas ogni inquadratura verso una soluzione che coinvolge sin dall’inizio in medias res. E tra una pistolettata e l’altra c’è pure spazio per nudi femminili gratuiti, inaspettati, poetici, senza tempo.

Ma sulla lunga durata la pellicola stucca, sazia, satura. Machete è un taco (i kebab messicani) stracolmo di sangue e fantasia, buono da mangiare ma difficile da digerire come un calzone farcito all’eccesso. Ci si alza dalla poltoncina proprio come da tavola dopo il cenone di Natale. E con un solo pensiero: buono, molto buono, ma senza un bicchierone di Brioschi la notte insonne è assicurata.

In questo taco gigante c’è posto per all stars di alto livello. Oltre al protagonista Danny Trejo, monofaccia insolitamente espressiva da bufalo che piace alle donne, nei panni del senatore stermina-clandestini c’è un Robert De Niro godurioso, grottesco, iperrealistico, disposto a lasciarsi manipolare da “quel bravo ragazzo” di Rodriguez fino a morire cowboy con un filo di sangue bordeaux alla bocca. Inaspettatamente bravo un gonfio e imbolsito Steven Seagal, impresentabile in qualsiasi altro set che non sia di fumettistica irrealtà. Ma anche un magnetico e versatile Jeff-occhi-di-ghiaccio- Fahey e un Don Johnson d’altri tempi con Ray-Ban neri e basettoni color argento. Nella compagine femminile figura una Jessica Alba bella ma assolutamente inespressiva, apatica e inadatta nei panni di una poliziotta anti-immigrazione, surclassata anni luce dalla mascolina, sexy e ciclopica Michelle Rodriguez, indiscussa beniamina del pubblico in sala dopo Danny Trejo. Marginale la prova di una inutile e anonima Lindsay Lohan.

5 commenti

  • Machete è una delle pellicole che aspettavo da 15 anni, da quando spuntò in rete il fake trailer tratto dai primi minuti di Grindhouse. E qui per me la manovra marketing/cinematografica era già legenda! Geniale e coraggiosa come si è rivelata la produzione del film. Mi piace il coraggio produttivo che solo in poche pellicole riesco a trovare; un altro esempio, sempre trovato in festival internazionali, è Pepperminta. La curiosità di vedere una storia assurda come i suoi personaggi, quasi inutile si, ma degni di nota proprio per questo! 🙂
    La tua recensione dona il giusto peso alla pellicola, forse al mio occhio sono risultati geniali proprio i caratteri in cui hai trovato criticità. La scelta degli attori sta nella rappresentazione di un mondo, quello del cinema, fatto di eroi e caratteristi assolutemente inutili, inespressivi ma con delle belle tette. Un imbalsamato Steven Seagal con la pancia da cocomeraro (come si dice a Roma) che non riesce nelle sue imprese epiche perchè ingolfato nell’età dei suoi chili. La fine del un mostro sacro della Trappola in alto mare. Dunque ho trovato geniale la moltitudine di stereotipi in una sola pellicola, la definitiva presa per culo di tutto un mondo: il cinema statunitense. W MACHETE!

    LINK
    http://www.motifake.com/image/demotivational-poster/0812/steven-seagal-actor-steven-seagal-lame-aikido-expressions-em-demotivational-poster-1230484990.jpg

  • Edoardo grazie del tuo commento, lungo e argomentato! Sul finto trailer in Grindhouse concordo con te… averlo sviluppato dando gambe ad un film è un’opera degna di togliersi non uno, ma ben 2 cappelli! Riguardo attori e personaggi, non mi pare di averli messi alla berlina come stereotipi. Io sono il primo a dire che Machete e Luz sono degli idoli (in senso positivo)! In negativo ho solo criticato le prove attoriali di Jessica Alba e Lindsay Lohan, che definisco ridicole e inferiori agli altri. E soprattutto salvo ciò che tu condanni, come la prova di Seagal, attore che tra le altre cose io detesto… (favoloso il tuo link in jpg!)
    🙂

  • Approvo la recensione in ogni sua frase, il film mi è piaciuto molto, lo prendo per quello che è, un divertissement, ma allora due le domande in sospeso dopo il film: la fine un po’ deludente di steven seagal, come diciamo, parodia dello scontro finale con il boss, alla walker texas ranger quasi se vogliamo? E la seconda, il materiale volutamente lasciato in sospeso dal film (Come fa Machete a non morire all’inizio, che fine fa il messicano Osiris) è una mossa di apertura all’eventuale secondo (e quindi una caduta probabile) o rientra sempre nel divertissement?

    • Ma quante domande Fabio!?! 🙂
      L’hai detto tu stesso: è un divertissement! E allora divertiamoci, tutti questi interrogativi Rodriguez non se li pone… l’importante è far sganasciare il pubblico, compiacerlo, saziarlo… e in qst c’è riuscito! 🙂

  • Bella recensione!
    Interessante il paragone con il cenone di Natale: effettivamente, dopo essere uscita dal cinema ero estremamente sazia, anche se, come dicevo nel mio post, bella e contenta.
    Condivido il tuo giudizio su Lindsay Lohan, mentre non quello su Jessica Alba, o meglio: lei non sa assolutamente recitare ma i suoi sguardi finti calzavano alla perfezione con questo film.
    A presto!
    Antonella

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