Noi non siamo come James Bond

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james bondDi James Bond ce n’è stato uno solo: Sean Connery. Così la pensano Mario e Guido, amici da una vita, spesa tra gioie e dolori, malattia e rinascita, nell’aspirazione di un mito incarnato in tre cifre: 007. Sentirsi come lui, credersi come lui. Una piacevole illusione che è veicolo per mostrarsi, per i due, in controcanto, nelle proprie più intime e fisiche debolezze, accomunate da due tumori combattuti e sconfitti.

Un continuo intrecciarsi di amicizia e dolore, ricordi e slanci sul futuro che non rimangono top secret come il noto agente britannico. E’ così che si dipana il poetico Noi non siamo come James Bond di Mario Balsamo e Guido Gabrielli, un road movie a zonzo nella vita che sin dal titolo dichiara la sua tesi finale. Ma è nell’atto di scoprirla pian piano, nei suoi angoli e nelle sue pieghe, che emerge una (im)palpabile aura affascinante e coinvolgente. La più profonda semplicità del fare “cinema della realtà” trova perfetto compimento in questo documentario che, in poco più di 70 minuti, concentra raffinatezza, ironia, affetto, umanità. Una piccola perla trascurata dalle sale italiane, ma meritatamente “incensata” dal Premio Speciale della Giuria al Torino Film Festival 2012.

Un’opera fatta di corpi e volti, sempre al centro, spesso spogli, sempre genuini e veritieri. Non c’è ombra di corruzione nelle loro fattezze se non quella della malattia. Una pellicola umile e speciale, che incorona il potere del cinema sul nostro immaginario di “comuni mortali” che vorrebbero, anche solo per un giorno, sentirsi eroi, di quelli che esistono solo sul grande schermo.

Ma oltre il nostro immaginario, Balsamo e Gabrielli riescono, docili e decisi, nel graffiare il “sacro” velo di Maya che copre e attanaglia quel connubio personaggio-attore che crediamo inscindibile, eterno. E ci riescono così bene da mostrarci che neanche Sean Connery, privato del suo smoking, è più James Bond. Neppure lui.

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