Professor Marston and the Wonder Women: la recensione

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professor marston and the wonder womenScritto da Pietro Braccio.

Nell’anno in cui Patty Jenkins e Gal Gadot hanno riportato alla ribalta il personaggio di Wonder Woman nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, dando vita al film più apprezzato e chiacchierato del DC Extended Universe della Warner Bros., Professor Marston and the Wonder Women ci riporta negli anni Quaranta e ci racconta la mente e le vicende di chi ha creato la prima eroina femminile della DC Comics.

È il ritorno – per lo più convincente – al lungometraggio cinematografico da parte di Angela Robinson, a dodici anni di distanza dal leggerino Herbie – Il super maggiolino e dopo un’incursione nel mondo delle serie tv in qualità di sceneggiatrice e regista.

Nei panni del Professor Marston, psicologo che prima di creare Wonder Woman inventò la macchina della verità, un convincente Luke Evans. Ma è Rebecca Hall a rubargli la scena, almeno nella prima parte del film, nel ruolo della moglie in carriera, intelligente e arguta, che contribuisce a strapparci più di un sorriso. L’equilibrio della coppia viene un giorno spezzato dall’ingresso nelle loro vite di Olive, interpretata da Bella Heathcote, bella di nome e di fatto ma forse non troppo a proprio agio nei panni di questo personaggio.

Professor Marston and the Wonder Women è un biopic dai toni vaporosi – forse troppo in alcuni casi, considerando che non mancano ménage à trois e particolari gusti sessuali con le corde – dove la commedia prevale sul dramma, ma che comunque non manca di far riflettere su argomenti seri e sempre attuali, quali il ruolo della donna in ambienti di lavoro considerati “maschili” e la libertà di vivere i propri sentimenti come meglio si crede senza curarsi dei (pre)giudizi della società.

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