Quel che sapeva Maisie: il divorzio agli occhi dei piccoli

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Quel che sapeva MaisieCosa sa, capisce e percepisce una bambina di sei anni quando i suoi genitori decidono di divorziare? Da questo interrogativo nasce Quel che sapeva Maisie di Scott McGehee e David Siegel.

Poi il film cresce e pone un’altra domanda: che ne sarà di Maisie una volta che papà e mamma hanno ottenuto un divorzio? La piccoletta da dolce creaturina da coccolare diventa pedina da spostare qua e là sullo scacchiere delle dispute in tribunale, tra pomeriggi col padre e notti con la madre. Maisie invece vorrebbe solamente godere dell’affetto dei suoi genitori, e difatti non nega mai loro un caloroso e sincero abbraccio ogni volta che rientrano a casa. Ma vivrebbe allo sbando se non ci fossero la tata Margo e il tato Lincoln a prendersi gratuitamente cura di lei…

Coinvolge sin dall’inizio, a tratti quasi commuove, convince sul finale. Quel che sapeva Maisie non è certo un film indimenticabile, ma ha il raro pregio di essere un’opera coerente, compiuta, che rimane fedele a se stessa. Il film prende il punto di vista della piccola e ci fa vivere tutta la triste situazione del divorzio e della ricerca degli affetti con la “distanza” fisica e spirituale con cui la vive Maisie. Le discussioni dei genitori sono sempre dietro l’angolo, odio e rancore non si manifestano mai in una piccoletta incapace di provare cattivi sentimenti, lo sguardo sulla realtà è sempre quello di chi vuole vivere nel sole. I due registi sono bravi nel non (s)cadere mai in toni (melo)drammatici, attenti e vigili a tenere l’humor del film in linea con l’amabile incoscienza della piccola.

Ottima la prova dell’intero cast. Magnifica e dolcissima la piccola Onata Aprile, con un musino che suscita tenerezza e simpatia a prima vista. Julianne Moore è padrona di un personaggio non facile, vulnerabile, dall’animo contrastato, che non sa ma vorrebbe solo amare un po’ la figlia. Steve Coogan dopo la recente ottima prova in Philomena di Frears ce ne regala un’altra, sorniona, precisa, da grande attore. Bravi anche il bellone Alexander Skarsgard e la bella acqua e sapone Joanna Vanderham.

2 commenti

  • Concordo con quello che hai detto. Onata Aprile è una sorpresa come lo sono Alexander Skarsgard e Johanna Vanderham (tutti nomi semplici XD). Gli occhi con cui la piccola esprime tutti i suoi pensieri penetrano dentro lo spettatore e i due registi riescono a calibrare il tutto con estrema efficacia e il film rimane dentro lo spettatore anche dopo che si sono riaccese le luci in sala. Inoltre mantiene una velata malinconia condita da una grande tenerezza.

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