Ritorno alla vita, ma non al Cinema, di Wim Wenders.

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Ritorno alla vita: Wim Wenders non convince con questo suo ritorno al cinema di finzione. E la prova di James FrancoCharlotte Gainsbourg fa peggio che meglio.

Ritorno alla vitaEvery Thing Will Be Fine. Andrà tutto bene. Una frase che ripetiamo come un mantra ogni volta che qualcosa ci preoccupa, per confortare e far coraggio a noi stessi o ad un amico. Una frase, spesso di circostanza, di rito, che se detta col cuore può fare miracoli. Ed Every Thing Will Be Fine è titolo originale del nuovo film di Wim Wenders, nelle sale italiane col titolo Ritorno alla vita.

Andrà tutto bene è anche quello che dovrebbero aver detto a Wim Wenders quando ha cominciato a girare questo film, che segnava il suo ritorno al cinema di finzione dopo anni dedicati al documentario. Purtroppo Ritorno alla vita non va bene, e non scatta nessun miracolo a salvarlo. Ritorno alla vita è un film sonnolento e privo di sostanza, di quelli che speriamo a più riprese di veder decollare, quando invece, purtroppo, rimane impantanato in fango misto a neve per tutta la sua durata (100 lunghissimi minuti).

Wenders tratta narrativamente il suo film come fosse un libro a capitoletti, che si troncano con una durezza in alcun modo sfumata dalle asfissianti dissolvenze in nero che danno il colpo di grazia ai nostri occhi già affaticati dalle prolungate scene a lume di candela.

Denso di ellissi narrative e salti nel tempo volti a coprire oltre dieci anni di vita dei personaggi, Ritorno alla vita rimane ingessato, imperscrutabile, privo di mordente. Eppure la storia avrebbe avuto dell’interessante: uno scrittore in crisi, Tomas (James Franco), mette sotto con la macchina un bambino e il fattaccio lo segna profondamente. Conseguenza: si lega con un filo invisibile alla madre del piccolo, Kate (Charlotte Gainsbourg), mentre la sua storia d’amore con la fidanzata Sara (Rachel McAdams) scricchiola irrimediabilmente. Poi torna il successo, vende libri su libri e per il suo ultimo romanzo pesca a piene mani proprio dalla tragica notte dell’incidente stradale. In quel momento il passato torna a bussare alla sua porta…

Ritorno alla vita, inoltre, non funziona a causa della recitazione alienata (che puzza di amatoriale) dello sbagliato attore protagonista: James Franco. L’attore californiano rimane anchilosato nell’espressione di chi, appena svegliatosi, mal sopporta la luce del sole, e, come reduce da un’alcolica notte da leoni, non si capacita di dove si trovi. Al suo fianco, non c’è salvezza neppure per Charlotte Gainsbourg, pallida e inespressiva in una maschera che richiama alla mente l’Urlo di Munch.

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