Romina di Diego Cohen: l’horror chiapparella di Netflix

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Recensione di Romina, film horror di Diego Cohen disponibile su Netflix.

Romina film horror su NetflixUn maledetto specchietto per le allodole. Le allodole ovviamente siamo noi, in cerca di un horror che possa soddisfarci, scuoterci, spaventarci. Quest’ultimo, senza dubbio, non è Romina del messicano Diego Cohen, una delle più grosse fregature presenti su Netflix.

Romina si presenta bene sin dalla sequenza iniziale, lirica, poetica, nonostante ci sia del sangue e dei corpi che galleggiano sull’acqua. Poi ci tira come pesci all’amo anche col piano sequenza in automobile, con i ragazzi che scherzano ignari del destino che di lì a poco avrebbe riscosso il suo obolo finale. Il resto è una gigantesca fregatura, tanto fumo a coprire poco arrosto che salta dalla padella alla brace (per di più di un fuocherello da campeggio).

Romina “tecnicamente” è uno slasher movie che sconfina nel rape and revenge. Niente di più godurioso per molti amanti dell’horror. Peccato che lo sia solo all’apparenza, perché nella sostanza rasenta la nullità. Sangue, sbudellamenti, amputazioni, evirazioni, torture: tutti elementi presenti. Esibiti una volta già compiuti o in corso d’opera fuori campo, ma mai mostrati nel loro “in essere”. Lo spettatore così, uccisione dopo uccisione, rimane sempre più deluso. E non è l’unica “incoerenza” di un film che vorrebbe stagliarsi in un filone di genere che ha delle regole ben precise, che non si possono camuffare o aggirare alla leggera.
Il plot è semplice e tipico del teen horror: un gruppo di ragazzi va in campeggio, due di loro violentano una coetanea, quest’ultima si vendica uccidendoli tutti, uno ad uno, con una certa efferatezza. Peccato che Romina non approfondisca minimamente le psicologie dei personaggi né i loro istinti bestiali. Così come non ci è dato sapere perché la ragazza vittima di violenza, Romina appunto, reagisca con cotanta furia omicida. Insomma, il film non spiega le ragioni alla base delle azioni a cui assistiamo. Certo, da che mondo è mondo i film horror non sono gli “eletti” a dilungarsi in spiegazioni e dettagli, ma Romina non fa neppure il minimo sindacale. Tutto resta imprecisato, meno che accennato, al limite dell’imponderabile. Mah…

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