Se Dio vuole con Alessandro Gassmann: la recensione.

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“Brillante” e “intelligente” sono due aggettivi spesso sprecati e abusati nel giudicare molte commedie, non solo italiane. Ecco, per Se Dio vuole, esordio alla regia di Edoardo Falcone (già co-sceneggiatore delle commedie Nessuno mi può giudicare, Stai lontana da me e Ti ricordi di me?), i due aggettivi sono più che giustificati.

se-dio-vuoleSe Dio vuole, infatti, è una delle migliori commedie italiane degli ultimi anni. Per capirsi, era almeno da Smetto quando voglio di Sidney Sibilia che non rivedevamo nulla di simile in sala.

Edoardo Falcone, classe 1968, sceglie lo scivoloso tema della vocazione (religiosa e professionale) per un debutto che può suscitare solo pareri positivi. Con battute vaticanamente scorrette e altre di inaspettato cinismo, Se Dio vuole sa cosa vuole: innanzitutto farci divertire, permettendo allo spettatore di staccare davvero la spina per un’ora e mezzo dalla frenesia quotidiana; poi raccontarci una storiellina non banale con un finale assolutamente imprevedibile (e non è da poco nel genere “commedia made in Italy”); poi far attrarre e collimare gli opposti, ovvero la scienza e la famigliareligione, la forza di gravità e la mano di Dio, la salute del corpo e la salvezza dell’anima.
A dar man forte a tutto ciò i due attori italiani del momento: Alessandro Gassmann e Marco Giallini. Il primo, oramai amatissimo (anche grazie alla fiction Una grande famiglia), fa la sua entrata da divo con tanto di rallenti per indossare i panni di un prete, ex galeotto, che riempie la chiesa col suo modo di fare da figlio della Garbatella. Il secondo regala una delle sue prove più spassose e sincere nelle vesti di un primario d’ospedale rispettato e temuto, uomo per nulla modesto, ateo fino al midollo, talmente antipatico da risultare simpaticissimo. Al loro fianco una serie di validi comprimari, dall’isterica e amabile Laura Morante alla svampita ma brava Ilaria Spada al sempliciotto ma puntuale Edoardo Pesce. Il risultato è una commedia corale perfettamente calibrata nei toni e negli umori.

Se Dio vuole è inoltre un film che sa guardare al passato e riproporre situazioni e gag del grande cinema italiano di sempre. In primis, i carrelli a precedere il dottor Giallini e il suo team di infermieri citano con evidente volontarietà le “scorribande” ospedaliere del sordiano Medico della mutua, ma anche la pausa pranzo dei due protagonisti con panino alla mortadella ricorda il celebre duetto tra Francesco Nuti e Antonio Petrocelli in Caruso Pascoski.

Insomma, Se Dio vuole è una piccola grande sorpresa, un film pensante che, pur sui generis, proprio come le indimenticabili commedie all’italiana, sa porre domande negandoci le risposte. E in un Paese che produce troppe commedie stupide, insulse e spesso inguardabili, Se Dio vuole è una di quelle perle che ci ricorda quando siamo bravi a far ridere e pensare. Se Dio vuole, ovviamente…

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