The Infiltrator: Cranston umanissimo e multiforme sulla “pista” di Escobar

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the infiltrator film netflixNon è un film su Pablo Escobar. Questo va detto subito. E se poi lo volete inquadrare come tale, vista la fissa che negli ultimi anni, cinematograficamente parlando, si è scatenata intorno a questa personalità, che già troneggia come “cattiva” leggenda, non è il solito film sul narcotrafficante più famoso della Storia.

The Infiltrator, infatti, è ispirato alla true story dell’agente federale Mazur, che sotto copertura negli anni Ottanta riuscì ad imbucarsi ai vertici del traffico della droga governato da Pablo Escobar. Insieme al collega Emir Abreu e alla giovane agente Kathy Ertz, Mazur riuscì a stringere (sincera) amicizia con Roberto Alcaino, uomo di fiducia di Escobar, fino a condurre la polizia federale ad una delle più grosse retate mai fatte nel mondo del traffico di stupefacenti: Mazur, rischiando la sua vita e quella della sua famiglia, portò alla sbarra più di ottanta personalità coinvolte nel traffico della droga.

The Infiltrator, disponibile su Netflix, è un gran bel film, ma di quelli che non se la tirano per piacere allo spettatore. Scorre fluido, senza inciampi e appassiona pian piano. Questa è la sua atipicità nel “genere” e il suo punto di forza. Pur non abbondando in sparatorie o in sequenze action, sa essere davvero intenso e molto crudo in più passaggi che “aggrediscono” chi guarda.

The Infiltrator è un film sul lato umano degli agenti infiltrati nella malavita. Non uomini impeccabili, d’acciaio, duri e puri sotto la divisa. Non eroi, ma comuni mortali prestati ad azioni eroiche in quanto al limite di quel senso del rischio che spinge verso destini imponderabili, nei quali basta poco per far saltare una missione e di conseguenza sfiorare o abbracciare la morte. E Mazur uno sbaglio lo commette, rischiando di mandare a monte tutto. Ma è proprio quel lato umano, di moralità vestita da carne e ossa, che gli permette di osare fino alla confidenza con quel nemico di cui si finge amico.

Pleonastico dirlo: ad essere impeccabile è ancora una volta Bryan Cranston, trasformista e multiforme, verosimile e d’un altro pianeta allo stesso tempo. Gli fa da spalla un ottimo John Leguizamo e una dolce e pragmatica Diane Kruger.

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