L’ultima ruota del carro: l’esame di maturità di Giovanni Veronesi

Leggi e vota il post 1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (Vota per primo)
Loading...

L’ultima ruota del carroC’è un momento nella carriera di un regista in cui si sente il bisogno di dimostrare di che pasta si è fatti. Per Giovanni Veronesi quel momento è L’ultima ruota del carro.

Dopo una collana di manuali d’amore e piacevoli filmetti su genitori e figli, il regista toscano ci consegna l’opera della maturità.

L’ultima ruota del carro pesca nella massa degli italians un uomo semplice, onesto, self made man, grande lavoratore. Il suo nome è Ernesto. Prima tappezziere, poi traslocatore, cuoco d’asilo, “socio” di una dubbia società, autista, Ernesto attraversa 30 anni di storia italiana, incrociando i propri fatti privati con alcuni grandi eventi nazionali. E segue le proprie ambizioni senza mai perdere di vista i veri valori della vita. Lo accompagna in questo lungo stralcio di vita la bella Angela, donna semplice e fedele.

Con L’ultima ruota del carro Giovanni Veronesi non ha la pretesa di fare un film sulla recente storia italiana. Assolutamente no. Vuole solo raccontare una piccola grande storia d’amore e lavoro incastonandola in un orizzonte più ampio, inserendo le (dis)avventure quotidiane del protagonista in alcune grandi date della nostra storia nazionale. E riesce nell’intento non perdendo mai l’orientamento, non lasciandosi mai andare ad aspirazioni storiciste.

Ernesto è l’uomo comune, ma non qualunque, il meglio di quell’Italia che suda, soffre e lavora. Ma Veronesi non ne fa un elogio con strombazzante vena patriottica. Lo tratteggia con somma discrezione, senza farci mai scorgere sullo sfondo l’ingombrante tricolore. Perché in fin dei conti Ernesto è un ingranaggio piccolissimo, un uomo della e dalla folla, è l’ultima ruota del ruota del carro. Ma senza quella ruota, l’Italia sarebbe zoppa.

Grande come e più di sempre Elio Germano. Brava anche Alessandra Mastronardi che riesce a liberarsi dalla zavorra dei Cesaroni. Sorprendente Ricky Memphis con una prova sentita, più introversa e più piacevole di altre romanacciate precedenti.

Commovente la scena sulla spiaggia con la divisione in squadre tra quelli col tumore e quelli senza tumore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.