Via Castellana Bandiera: autoscontro da applausi

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via-castellana-bandieraDonne al volante, pericolo costante. Soprattutto se hanno la capa tosta, le corna dure e sono le arcigne e veraci Rosa e Samira di Via Castellana Bandiera, esordio cinematografico di Emma Dante, primo dei tre film italiani in concorso a Venezia 70.
Il vecchio contro il nuovo, una scalcinata Punto rossa contro una polverosa Multipla blu. Ma non c’è distanza d’età che tenga quando si parla di testardaggine, di chi, come un moderno Padre Cristoforo, non vuole cedere il passo. Così quella piccola via persa nel Meridione d’Italia diventa catalizzatore e sintesi delle relazioni umane, fatte di ferree convinzioni e tentati convincimenti, stoccate d’attacco e parate di difesa dove la lingua (e uno sguardo) taglia più della spada. Il tutto con un tocco western “in interno di macchina” scandito da occhiatacce in cagnesco, occhi al cielo e crucci combattivi come solo i bambini sanno fare. Emergono nitide le stasi dell’indole umana, restia a concedersi al dialogo, alla pace, all’accordo. Conseguenza inevitabile è una violenza di cocci aguzzi di bottiglia e tamponamenti a tradimento pronti a sfruttare ogni minimo segno di cedimento del nemico. Altro capitolo scuro della vicenda (umana) sono le scommesse che gli uomini della via orchestrano su chi delle due donne cederà per prima. Le voci alle spalle e i colpi gobbi di chi lucra sugli altri sono sempre dietro l’angolo. E la stasi è sciolta solo da una terza donna: la morte. Solo col morto la via si smuove e svuota con una corsa (ormai non più contro il tempo) verso una macchina da presa fissa che ricorda tanto il finale di Post Mortem di Larrain, passato al Lido un paio d’anni fa.

Insomma, con una sceneggiatura solida come solo una penna teatrale sa elaborare, Via Castellana Bandiera è un esordio denso di contenuti, avvincente, originale, che ci conduce ancora una volta in quel mondo di pescatori e popolani pasoliniani che prima e dopo Crialese abbiamo imparato ad amare. Chissà che non possa starci un premio della giuria.

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