WAX – We are the X, la recensione

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wax we are the xUn film piccolo ma dal cuore grande. Grande come la voglia di riscatto e affermazione di un’intera generazione, la generazione X, senza nome, senza numero, privata della possibilità di crearsi un’identità. Wax: we are the X, opera prima per il grande schermo di Lorenzo Corvino, è un film solare e leggiadro che con brio e sagacia sa raccontare con poche pennellate, e senza paroloni o frasi fatte, l’insoddisfazione di una generazione negata, “sacrificata” come dicono i tre protagonisti.

Wax: we are the X mischia i toni dell’avventura romantica con il road movie. Quello di Dario, Livio e Joelle è un viaggio (senza ritorno) che dà voce a quei milioni di nati al limite dei primi anni Ottanta, cresciuti senza punti di riferimento né certezze per il proprio futuro. Uno spazio bianco, una fetta nel calendario dell’uomo occidentale che non si è più colmata.

Ma Wax: we are the X è un’opera prima insolita, in cui ad esordire non è stato solo il regista ma anche il produttore, il direttore della fotografia, lo scenografo, il musicista, il casting director. Non solo sul grande schermo, dunque, ma anche dietro le quinte si compie il colpo di coda di un folto gruppo di trentenni, professionisti che finalmente hanno avuto l’occasione di farsi sentire. A sostenerli uno dei più noti attori olandesi, Rutger Hauer, e la star franco-americana Jean-Marc Barr. Ma anche volti noti come Andrea Sartoretti e Andrea Renzi. A dimostrazione di come l’unione dei “giovani” e dei “vecchi” sia l’unica forza per tutti.

Con un finale a sorpresa, Wax: we are the X fotografa in presa diretta, come in un autoscatto (così si sarebbe detto negli anni ’80, oggi i gggiovani parlano di selfie), una generazione dimenticata eppure presente, senza boria né supponenza, senza livore ma speranza. Un film intelligente, open mind, che segna la sua X. Quella X che troppo spesso si usa per cancellare, stavolta indica la firma forte e nitida di un bravo regista (e della sua brava troupe) che ha fatto di un’idea semplice un film che sa parlare a tutti.

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