Words and Pictures, non solo parole parole parole…

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Di film sul mondo della scuola ce ne sono a centinaia. Words and Pictures è diverso: esce dalla massa poiché non è un film sulla scuola, ma un film in contesto scolastico.

words-and-picturesIn Words and Pictures ci sono gli studenti, sbruffoni, talentuosi, indisciplinati, simpatici. Ci sono i professori, ribelli e canonici, integerrimi e di quelli che mettono i piedi sulla cattedra. C’è un preside, qualche compito in classe, qualche amore che nasce dietro al banco. Poi c’è un’idea. Words and Pictures ha un’idea. Sia chiaro, nulla d’indimenticabile, non è L’attimo fuggente. Ma un’opera che lavora sulla contrapposizione di due poteri: parole e immagini. E’ più espressiva, potente, immediata una parola o un’immagine? Intorno a questo “dilemma” si muove riflessivo, garbato e brioso il piccolo film di Fred Schepisi.

Scandito da dozzine di belle frasi più o meno famose intorno all’arte e alla forza delle parole, Words and Pictures comincia in una scuola per finire in un amore tra due prof. “Che banalità” penserete! E invece no, fa un passo in più per smarcarsi dalla più banale love story. L’attrazione degli opposti si concretizza inevitabilmente tra i due prof, ma anche tra i due acerrimi nemici “parole” e “immagini”, che trovano la loro perfetta alchimia nel cinema. Schepisi quindi parte dalla scuola, ci racconta un incontro che diventa amore e ci fa riflettere anche sul mezzo cinema.

Nei panni dei due protagonisti, ovvero lo sciamannato ma fascinoso prof. Jack Marcus e l’impermeabile ma sensuale prof.ssa Del Santo, rispettivamente Clive Owen e Juliette Binoche. Una coppia davvero strana. Un inglese e una parigina, lui abituato a fare il bel tenebroso sempre armato (da King Arthur a Shoot’em Up), lei già più pratica di film dolci e dolciastri (da Chocolat a Parole d’amore). Anche loro, proprio come parole e immagini, non si respingono ma attraggono trovando la perfetta fusione nel cinema. Clive Owen, barbetta incolta e occhialetto da intellettuale, è strabiliante, una sorpresa, tira fuori dalle sue corde un personaggio che mai ci saremmo aspettati da lui. Pur in una parte meno innovativa del “collega”, Juliette Binoche, dal canto suo, mette sul banco una personale vena allegra e ridanciana mai sbandierata in passato.

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